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Londra, 1849. Charles Henry Harrod, aiutato da due assistenti, apre una piccola drogheria per vendere tè, caffè e biscotti.

Londra, 2018. La piccola drogheria è diventato il tempio del lusso da 5000 dipendenti che tutti conosciamo, in un edificio appariscente di Knightsbridge: 90.000 metri quadrati distribuiti su 8 piani, 300 reparti, 146 ascensori, un numero indefinito di scale mobili, compresa quella voluta da Harrod in persona, la prima nel Regno Unito, costruita nel 1898.

E una lista infinita di articoli, dall’orologio ai sandali, dai diamanti al tè verde. Anzi, “dallo spillo all’elefante”, come recita lo slogan. Di lusso, pure quello.

Proprietà della Qatar Holding dal 2010, meta obbligata per migliaia di turisti e per i vip senza problemi di portafoglio che fanno shopping di diamanti, orologi, capi di alta moda tra i più esclusivi al mondo, inclusi magnati e principi in Bentley con autista, Harrod’s si sta rinnovando radicalmente.

Con il passare dei decenni il grande magazzino del lusso si è sempre più rivolto a turisti e clienti facoltosi piuttosto che al londinese medio. Ma oggi che la formula attira-turisti appare un po’ datata, Harrod’s ha avuto l’intuizione di proporre qualcosa che i propri clienti nell’era di Amazon e del consumo online non possono avere: la possibilità di vedere, guardare, toccare e annusare quello che vogliono portarsi a casa.

Nelle sale del cibo, le food hall riservate dal 1902 a ogni genere di squisitezza, oggi si trovano nomi di alto livello della gastronomia internazionale, come Lance Gardner, il panettiere vip che ha lavorato con i più blasonati ristoranti di Londra.

Insieme ai suoi assistenti lavora sotto gli sguardi curiosi dei clienti, aiutato da un pannello sulla parete che indica quali tipi di pane si producono e a che ora, mentre una campanella suona quando vengono tirati fuori dal forno. Gardner sforna 15 varietà di pane, e poi pasticcini, torte, biscotti, tutti deliziosi.

Poco distante Bartosz Ciepaj, dieci anni di esperienza e la fama di barista migliore del mondo, si occupa del caffè: lo tosta e incanta i clienti parlando senza sosta di varietà, miscele, metodi di tostatura e luoghi di provenienza.

A cake stands behind the patisserie counter in the food hall at the luxury department store Harrods Ltd. in London, U.K., on Wednesday, Jan. 10, 2018. Photographer: Chris Ratcliffe/Bloomberg

Mentre nei pressi Angelo Tantillo, lo stilista del tè con i baffi a manubrio, prepara miscele personalizzate che i clienti posso richiedere ogni volta che lo desiderano.

Siamo pur sempre da Harrod’s, di conseguenza niente di ciò che è proposto al suo interno può dirsi troppo economico. Avere un pane insaporito a proprio piacere costa un surplus di circa 4 euro, oltre al prezzo della pagnotta che è di oltre 6 euro, mentre le torte, tutte magnifiche, si attestano su un prezzo medio di circa 55 euro.

Del resto, nessuno entra da Harrod’s per fare un affare, ma per concedersi un qualcosa di gratificante, a seconda delle proprie disponibilità, che siano diamanti e preziosi oppure tè e biscotti.

Ad ogni modo, ora il dado è tratto, e la sfida di Harrod’s è stata lanciata: portare i londinesi a riappropriarsi del loro più antico e leggendario grande magazzino. Prendendoli per la gola.

 

Fonte: dissapore.com
Credits: Bloomberg

Un nuovo concept, legato alla tradizione, espressione di un’idea forte legata al prodotto italiano di qualità… una piccola gastronomia che si rivoluziona in un’officina del gusto. I materiali usati riportano in parte all’idea di un alimentari di vicinato e in parte ad un laboratorio/officina ma, anche alla sensazione più intima di familiarità.
Un grande bancone con una forte identità e una ripartizione degli spazi ben visibile, la possibilità di un servizio all’interno del locale ma, allo stesso tempo, grazie all’apertura sulla via principale, di poter servire gli avventori direttamente all’esterno con un veloce e pratico take away.
e come dice lo slogan…. “SCHIACCIATA O PATATA?”

“FARCITO”
Via Oberdan, 18/a – 37121 Verona
www.farcitoverona.it

Architetto Matteo Azzolin

 

La spesa di gennaio prevede tanta frutta e verdura di stagione e primizie nonostante il clima rigido faccia pensare che nulla cresca in questo periodo.

E invece, tra i prodotti di stagione del mese si trovano non solo alcuni tra gli ortaggi e la frutta più amati, ma anche alcuni che sono ingredienti principe di golosi comfort food, da gustare quando le temperature sono rigide.

Il clima freddo invita infatti a preparare piatti caldi, fumanti e nutrienti. E i prodotti della terra soddisfano questa esigenza. Facciamo quindi spazio in cucina a cavoli, cicoria, radicchio, rape, cavolfiori.

LA SPESA DI GENNAIO: GLI ORTAGGI E LA FRUTTA

Ebbene si: mentre il manto bianco della neve e del gelo coprono la terra, crescono alcuni degli ortaggi più sani che la natura ha creato: la famiglia dei cavoli.  Basti pensare alla verza, protagonista di alcuni piatti della tradizione invernale più famosi del nord Italia, come la cassoeula. L’inverno  è il periodo giusto per fare un grande cassoeula perchè come sapete, bisogna raccogliere questi ortaggi dopo le prime gelate e poi cucinarli per una resa ottimale.

Antiossidanti, in grado di prevenire numerose malattie, protettivi antitumorali, i cavoli sono anche ipocalorici.  Sono ottimi al vapore conditi con olio extravergine d’oliva, sale e pepe, ma anche ingredienti perfetti per un primo sfizioso: pasta con i broccoli ad esempio. Diventano golosi fritti o al forno, magari gratinati con del formaggio: comfort food perfetto come contorno di un menu della domenica in famiglia!

Nella spesa di gennaio, gli ortaggi da mettere in carrello sono quindi: broccoli, carote, cavoli, cavolfiore, cicoria, coste, finocchio, insalata, patate, radicchio, rape, sedano, porri, carciofi.

Anche la frutta non è da meno e in inverno ci porta sugli scaffali del supermercato tanti frutti ad alta concentrazione di vitamina C, ideali per aiutarci a combattere le influenze di stagione e rafforzare il sistema immunitario. Protagonisti dell’inverno infatti sono gli agrumi, ricchi di vitamina C e A, ma anche mandarini, clementine, kiwi e le mele, regine non solo del fine pasto ma anche ingrediente goloso per torte e dolci.

FANTASIA IN CUCINA

Un’offerta ricca di prodotti che si traduce in un’estrema versatilità ai fornelli. Ognuno di questi cibi è ottimo mangiato ove possibile crudo o sbollentato o al vapore, con poco condimento.  I finocchi sono perfetti crudi, tagliati a listarelle sottili e gustati così al naturale o inseriti in una insalata detox con foglie verdi e carote tagliate a julienne  (altro frutto di stagione). Se preferite una versione più ghiotta, provate i finocchi gratinati al forno.

Così è per molta verdura: il carciofo lesso e il sedano potete gustarli in pinzimonio. Ma volete mettere la golosità di un bel piatto caldo e profumato di lasagne ai carciofi 

 

Fonte:

Saporie.com

 

TERRAZZA GALLIA
http://www.agendaviaggi.com/wp-content/plugins/widgetkit/cache/gallery/20570/01-aperitivo-terrazza-Gallia-8d319271b0.jpg La terrazza al settimo piano dell’Excelsior Hotel Gallia, a Luxury Collection Hotel Milano, incastonata tra la facciata novecentesca della Stazione Centrale, Piazza Duca d’Aosta e il Pirellone, è ormai punto di riferimento per gourmet e habitué dell’aperitivo di classe: servizio all day dining e mixology di alto livello: ad eccezione di alcuni classici, come Il Milanese, la lista di signature cocktail cambia in base alla stagionalità. Il cibo è preparato direttamente dalla cucina del ristorante, due forchette e 83/100 nella Guida Milano 2017 del Gambero Rosso: praticamente una garanzia. Il segreto del suo successo? Un team che miscela esperienza, motivazione e grande passione: dalla supervisione dei tristellati fratelli Cerea alla cucina creativa degli chef Lebano fino alla fondamentale presenza del Venue Manager, Stefano Carnelli, che accompagna gli ospiti in un viaggio tra i sapori e le atmosfere di questo magico angolo di Milano.
Apertura della terrazza dalle 12 del mattino fino all’1 di notte. Aperitivo al prezzo di € 18. Prenotazione fortemente consigliata. Mai chiuso. www.excelsiorhotelgallia.com

HOTEL MILANO SCALA
All’8° piano del primo hotel a emissioni zero di Milano l’aperitivo è a passo 0: la Sky Terrace dell’Hotel Milano Scala è una vera e propria greenhouse open air con tanto di orto urbano, dove si coltivano antiche e rare primizie: ortaggi, bacche, erbe e fiori, come i pomodori gialli, le bacche di goji o la begonia, usati nella cucina e per la preparazione dei cocktail. La terrazza per l’estate 2017 si presenta con un nuovo look e una nuova presenza, Sara Panzieri, giovanissima bar lady, solo 23 anni, una grande personalità al bancone e alcune creazioni decisamente particolari: da provare il suo freschissimo Secret Garden, dedicato a Bruce Springsteen, con pisco barsol torontel infuso con arabian jasmine, sciroppo di miele, lime e liquore alla violetta. Con una vista a 360° sulla città, da Brera ai grattacieli del nuovo skyline fino al Duomo, seduti su morbidi divani tra piante rampicanti e pezzi di design, il connubio eco e chic è davvero completo.
Aperitivo dalle 18 alle 21 al prezzo di € 15, segue after dinner fino alle 23.  Domenica chiuso. Prenotazione fortemente consigliata. Chiuso dall’11 al 21 agosto 2017. www.hotelmilanoscala.it

LAGARE HOTEL MILANO CENTRALE MGALLERY BY SOFITEL
Ricco calendario eventi per l’estate 2017 al 13° piano del LaGare Hotel Milano Centrale MGallery by Sofitel. Da giugno a settembre nel rooftop dell’hotel, di fronte alla spettacolare vista sul nuovo skyline di Milano, dal Bosco Verticale dell’Isola alla torre green di Porta Nuova, una splendida atmosfera tutta da vivere, magari sorseggiando un White Russian – vodka, liquore al caffè e panna – accompagnato da una selezione di 5 finger food preparato al centro dell’isola bar e servito alla vecchia maniera, al passaggio. Novità 2017 è P31, bevanda fatta con circa 30 erbe ideale come base per l’Aperitivo Green e il Green Spritz. Per un aperitivo più ricco la terrazza offre una selezione di tartare, caviale e ostriche.
Aperta tutti i giorni dalle 19 alle 24. Mercoledì e venerdì serate con dj-set. Aperitivo al costo di € 15. lagarehotelmilano.it/ristoranti/lagare-rooftop

BOSCOLO HOTEL
La vista del Boscolo Hotel è una di quelle che restano impresse nella memoria: pare quasi di toccarle le guglie del Duomo, la cui imponenza si staglia sopra i tetti della città mentre il mondo, là sotto, scompare nella pace della terrazza. Quest’oasi di charme sopra la città diventa punto d’incontro di diverse popolazioni cittadine: qui s’incrociano i mondi del business, del fashion e del turismo di alto livello per il rituale dell’aperitivo: un boscopolitan (succo di cramberry, succo di lime, vodka e cointreau), da sorseggiare al tramonto, gustando appetizer ricercati tra le note della musica lounge.
Aperta tutti i giorni dalle 11 alle 24. Aperitivo dalle 18.30 alle 20.30 al costo di € 20 (cocktail accompagnato da finger food servito al tavolo). milano.boscolohotels.com/ristorante-e-bar/lounge-bar-terrazza-vista-duomo

CERESIO 7

Due piscine panoramiche, cucina stellata e aperitivo glamour in questo spazio incastonato tra l’azzurro terso del cielo e il riflesso cangiante dell’acqua, proprio sul rooftop dell’antica sede Enel anni Trenta, zona Monumentale. Il rituale serale comincia alle 18.30 e propone finger food e piatti gourmet serviti al passaggio, come tartare di salmone marinato e avocado o vitellina tonnata con capperi e uova di quaglia. Il food è accompagnato da cocktail firmati o rivisitati dalla maestria di Guglielmo Mirello. Qualche esempio? Qui il classico Moscow Mule (vodka, lime e ginger) viene servito in un mug di rame; lo spritz invece si chiama Ceresio, non contiene Aperol ma Solerno Liqueur. E per gli innamorati c’è ‘Love in Portofino’, un drink che rappresenta l’amore: il calore del fuoco espande i suoi profumi nell’aria mentre nell’aria volano petali di rosa. Il confine tra mixology, arte e magia è davvero molto sottile.
Aperitivo tutti i giorni dalle 18.30 alle 21. Prezzi cocktail a partire da € 16. Chiuso dal 13 al 16 agosto 2017.  www.ceresio7.com

http://www.agendaviaggi.com/wp-content/plugins/widgetkit/cache/gallery/20570/2-Aperitivo-terrazza-Milano-Ceresio7-pool-e-vista-700-c89ab08d07.jpg

LA TERRAZZA DI VIA PALESTRO
Uno dei lounge bar più glam di Milano si trova in via Palestro, al 4° piano del Centro Svizzero, a pochi passi dal Parco Indro Montanelli. Interni di design, sedute in pelle bianca, dehors panoramico e il vero aperitivo milanese: finger food serviti a passaggio e magari il drink della casa: si chiama Roof Garden (lime,zucchero, passion fruit, vodka, midori, top sprite) ed è incredibilmente dissetante.
Aperitivo al tavolo dal lunedì al sabato dalle 18.30 alle 21.30 al costo di € 12. Il ristorante chiude alle 23.30 (sabato alle 24). Chiuso dal 12 al 28 agosto 2017.  www.laterrazzadiviapalestro.com 

GLOBE
In piazza 5 Giornate l’aperitivo con vista si chiama Globe: luci calde, candele e la musica lounge di RadioGlobeMilano in un locale che è assieme sobrio, moderno ed elegante. La terrazza è la zona clou del locale, ideale per sorseggiare uno dei tanti cocktail particolari che offre la casa: dall’Italian Martini (gin marton’s, vermouth del Professore, cardamomo, radice di liquirizia) al Velvet Monkey (gin bols genever, sloe gin, acqua di aloe, pompelmo rosa spremuto, cetriolo). Il food è a buffet.
Aperitivo tutti i giorni dalle 18:30 alle 21:30. Prezzi dhttp://www.agendaviaggi.com/wp-content/plugins/widgetkit/cache/gallery/20570/3-Aperitivo-Milano-La-terrazza-di-via-palestro-730-496b2197ad.jpga 11 a 15 € (tartare di pesce crudo, tris di ostriche o sushi misto a 5 € in più). Chiuso dal 7 al 23 agosto 2017. www.globeinmilano.it 

TERRAZZA APEROL
Nel cuore della città, Terrazza Aperol è un punto d’incontro tra i più suggestivi di Milano. Al suo interno l’entità Aperol viene scomposta in concetti, forme e design: la liquidità, il colore e il perlage della bevanda diventano narrazioni che si trasformano in arredi sinuosi e inafferrabili. La cornice su piazza Duomo aggiunge solidità al locale, congiungendo in un sol luogo l’antico e il postmoderno. L’aperitivo unisce la tradizione milanese a quella del tapas-bar. Il trait d’union, il beverage, è naturalmente Aperol. Non mancano tuttavia drink particolari, come il Cosmolychee (vodka, liquore al lychee, succo di lime e succo di mirtilli).
Aperitivo tutti i giorni dalle 18 alle 22 al prezzo di € 12.  Venerdì chiude alle 23.30. www.terrazzaaperol.it.

 

11 ROOFTOP
Il dehors dell’Eleven, che si affaccia su via Alexis de Tocqueville, nel cuore pulsante del nuovo quartiere della moda e del design, è un patchwork a cielo aperto di arredi di design: tra luci di Catellani & Smith e divani da conversazione dalle tinte soft si sorseggia un Paloma’s, drink leggero a base rum caramellato, con ginger ale e sentori di frutti siciliani, assaggiando mini quiche, cous cous e finger food sempre molto light. Atmosfera metropolitan chic, clientela over 30.
Aperto tutti i giorni tranne il lunedì dalle 19 alle 00.30. € 10 a drink. Il lunedì la terrazza è disponibile per eventi privati. Chiuso in agosto. www.11rooftop.it.

 

 

http://www.agendaviaggi.com/wp-content/plugins/widgetkit/cache/gallery/20570/011-aperitivo-terrazza-milano-rooftop-LaGare-7e5a92a21b.jpgHOTEL THE GRAY
ARIA è il salotto all’aperto del The Gray, boutique hotel five stars De Luxe sito nel cuore di Milano, proprio di fronte alla Galleria e a due passi dal Duomo. Il design è firmato EMU: linee morbide e un tocco esotico per una delle terrazze più esclusive e intime della città, vicina eppure così lontana dalla confusione della metropoli. Aperitivo con finger food e cucina mediterranea: da provare lo speciale mojito con vero zucchero di canna.
Non c’è uno special time per l’aperitivo (ogni momento è quello giusto). La terrazza chiude a mezzanotte. Prezzi a partire da € 10. Agosto 2017: aperto tutto il mese. www.hotelthegray.com

 

Fonte:

Agendaviaggi.com

Le Ricette dello Chef

Ricette accattivanti per uno snack veloce o una pausa pranzo leggera e gustosa.

 

Light Verdure alla griglia-formaggio spalmabile-salsa pesto

Rustico Guanciale di maiale-pomodori secchi-formaggio primo sale

Profumato Lonzino affumicato-ananas-robiola-riduzione aceto balsamico

Saporito Prosciutto cotto alla brace-insalata lattuga-pomodoro-salsa senape

Delicato a strati Polpo al carpaccio-pomodoro-zucchine grigliate-paté di olive taggiasche

Nordico a strati Pane in cassetta integrale – Salmone marinato-mascarpone-aneto-mela verde

Nordico 2 a strati Pane in cassetta integrale- salmone marinato-zucchine grigliate-ananas-ricotta

Raffinato pane in cassetta integrale-salmone marinato-formaggio fresco-mela-germogli

Club house sandwich a strati Fesa di tacchino-pomodoro-insalata lattuga-salsa maionese

Club sandwich a strati Petto di pollo-pomodoro-insalata lattuga-uovo sodo-salsa al curry

Goloso Nutella-albicocche sciroppate-granella di pistacchio

Caloroso Burro di malga-marmellata di ciliegie-zucchero di canna

Proteico Roast beef di fassona piemontese-pomodoro – scaglie di parmigiano reggiano – insalata lattuga – maionese

Classico Prosciutto cotto – formaggio a fette

Intrigante Speck del Tirolo – formaggio bitto-insalata indivia-miele di acacia

Alternativo Pane in cassetta integrale Carne salada-fontina-insalata lattuga-mela verde

Particolare Prosciutto di Pratomagno-formaggio di capra-composta di fichi-aceto balsamico

 

 

Nella prima scena di del film «Colazione da Tiffany» Audrey Hepburn, alias Holly Golightly, è davanti alla vetrina della celebre gioielleria al 727 della Fifth Avenue a New York in tubino nero Givenchy, collana di perle, guanti neri e occhialoni, con una tazza di caffè in una mano e un croissant nell’altra. Un’immagine cult che da venerdì 10 novembre è (finalmente) diventata realtà, perché Tiffany ha appena inaugurato a New York il primo Blue Box Café, dove sarà possibile non solo fare colazione, ma anche pranzare o prendere il tè.

Chiaramente ispirato all’iconico colore della maison (e delle sue scatoline che da sempre fanno sognare le donne), il locale è un trionfo di “Tiffany Blue” a partire dai muri (con vetrate che si aprono su Central Park) fino ai divanetti in pelle, alle sedie e alle decorazioni per la tavola, coi piatti bicolori (bianco e celeste) e così pure i contenitori di sale e pepe (uno bianco e l’altro celeste).

In sintonia con il brand, il Blue Box Café ha un’ambientazione minimal ma elegante. «Il nuovo spazio non dà solo la sensazione di essere all’interno di una scatolina blu, ma anche di essere completamente circondati dall’atmosfera di Tiffany», ha spiegato Richard Moore, vice presidente del reparto creativo.

Come spiegato nella cartella stampa, al Blue Box Café vengono utilizzati solo ingredienti di provenienza regionale e le proposte cambiano stagionalmente. Fare colazione da Tiffany costa, come si legge anche nel menu pubblicato da Eater,il breakfast costa 29 dollari (circa 25 euro), il pranzo 39 dollari (circa 34 euro) e il tè del pomeriggio 49 dollari (circa 42 euro).] Come spiegato nella cartella stampa, al Blue Box Café vengono utilizzati solo ingredienti di provenienza regionale e le proposte cambiano stagionalmente. Fare colazione da Tiffany costa, come si legge anche nel menu pubblicato da Eater,il breakfast costa 29 dollari (circa 25 euro), il pranzo 39 dollari (circa 34 euro) e il tè del pomeriggio 49 dollari (circa 42 euro).

Leggendo il menu, il tocco unico di Tiffany si nota in piatti quali ad esempio la “Fifth Avenue Salad” (fatta con un mix di aragosta ed avocado) o il C.L.T. sandwich, le cui iniziali indicano sia Charles Lewis Tiffany che gli ingredienti (in inglese) del panino (ovvero, chicken, lettuce and tomato). E in occasione di compleanni o eventi speciali è anche possibile ordinare il Blue Box Celebration Cake da 36 dollari (31 euro), decorato come la classica scatolina, con tanto di glassa blu e fiocco bianco.] Leggendo il menu, il tocco unico di Tiffany si nota in piatti quali ad esempio la “Fifth Avenue Salad” (fatta con un mix di aragosta ed avocado) o il C.L.T. sandwich, le cui iniziali indicano sia Charles Lewis Tiffany che gli ingredienti (in inglese) del panino (ovvero, chicken, lettuce and tomato). E in occasione di compleanni o eventi speciali è anche possibile ordinare il Blue Box Celebration Cake da 36 dollari (31 euro), decorato come la classica scatolina, con tanto di glassa blu e fiocco bianco.

Per volere di Reed Krakoff, direttore artistico di Tiffany dallo scorso gennaio, il Blue Box Café occupa il quarto piano dell’edificio sulla Quinta Strada, proprio accanto al nuovo spazio Home and Accessories e gli orari di apertura sono gli stessi del negozio: dalle 10 alle 19 dal lunedì al sabato e dalle 12 alle 18 la domenica.] Per volere di Reed Krakoff, direttore artistico di Tiffany dallo scorso gennaio, il Blue Box Café occupa il quarto piano dell’edificio sulla Quinta Strada, proprio accanto al nuovo spazio Home and Accessories e gli orari di apertura sono gli stessi del negozio: dalle 10 alle 19 dal lunedì al sabato e dalle 12 alle 18 la domenica.

Fonte
Cucina.Corriere.it

 

Ovvero l’importanza di essere visibili sulla rete.

Nell’epoca del web 2.0, si sa, non si può non essere presenti sui social media: non esserci, o esserci nel modo sbagliato, significa non essere al passo con i tempi, comunicare la propria assenza e lasciare più spazio ai competitor. La regola dell’ esserci a tutti i costi sui social media non è sempre valida: è chiaro che ogni esercizio commerciale, prodotto, azienda, brand, personaggio o servizio che sia va analizzato singolarmente e che per ciascuno di essi vanno fatte valutazioni e considerazioni diverse, in termini di strategia di marketing.

Un settore che però, molto più di tanti altri, sta giustamente consolidando la sua presenza sui social media è quello della ristorazione. Giustamente perché, come per il settore turistico, la valutazione della clientela ha un peso importantissimo, così come il passaparola mediatico, la cura delle recensioni, il contatto con la community online, il monitoraggio della brand reputation e, ultimo ma non per importanza, l’aspetto visual della comunicazione.

Presenza sui Social Network
Se avete un ristorante, a prescindere da quale strada e strategia comunicativa vogliate intraprendere, tenete ben presente che i canali e le attività principali da curare sono i seguenti: i social network, con particolare attenzione per quelli legati al visual, alle immagini. Attenzione però: i canali social non devono essere una vetrina, ma un’opportunità fondamentale di dialogo e di interazione, un importante contenitore di feedback, uno strumento essenziale per mostrarsi ma anche per comunicare, fornire informazioni utili (ad es. offerte, caratteristiche del locale, novità) e raccontarsi.

 

Blogging: raccontare il ristorante

È certamente una scelta vincente. Vi aiuterà nel posizionamento del sito, nella fidelizzazione della clientela, nel coinvolgimento degli utenti. Anche qui la qualità delle foto rappresenta un valore aggiunto importantissimo ma, ancor più che per altri canali, qui l’aspetto da curare maggiormente è il contenuto testuale. È fondamentale variare gli argomenti, saper selezionare quelli più interessanti per il target del ristorante, raccontare la storia del locale, essere sempre originali e creativi, senza trascurare mai l’aspetto informativo e la cura del piano editoriale.

La creazione e il management della community, ossia dei seguaci online dei canali social del ristorante, è un aspetto rilevante del restaurant marketing, nonché una attività dal grandissimo potenziale in termini di crescita economica, di visibilità e di credibilità. L’ascolto, il dialogo, le interazioni real-time sono tre elementi chiave del community management: essere utili, gentili, interessanti richiama l’attenzione degli utenti e rappresenta un’occasione preziosa per ricevere feedback utili, rispondere alle critiche, innescare il passaparola online. Poter dialogare e monitorare i commenti, sui social media e sui siti di recensione, significa avere l’opportunità di migliore la propria reputazione online.

Complice probabilmente anche il fitto calendario di eventi organizzati, tra cui corsi di cucina e live cooking, il ristorante Alice ha una vivace community, sempre seguita, e un’ottimo seguito sui canali social.schermata alice ristorante
Fatte queste importanti premesse andremo, nei successivi articoli, ad analizzare i canali migliori per la ristorazione ma anche gli strumenti e gli accorgimenti, anche creativi e originali, non solo per essere presenti sui social media nel modo giusto, ma per farlo con una marcia in più rispetto agli altri.

Lo trovi subito al tavolo del ristorante sulla tavola apparecchiata. Nel contenitore di forma allungata e, per la maggior parte, in confezioni da due pezzi. Poterlo preparare in proprio, magari con aggiunta di altri ingredienti, sarebbe un valore aggiunto per il cestino del pane.

Parliamo del grissino, piemontese per eccellenza ed apprezzato in tutto il mondo. Non tutti però sono a conoscenza che esistono due tipi di grissino in base alla metodologia di lavoro. Si tratta del grissino e del rubatà e sarà sicuramente interessante riprenderne la storia spiegando anche la differenza fra i due.

“La storia narra che un panettiere piemontese, tale Antonio Brunero, nel 1668 fu invitato dal Dott. Pecchio di Lanzo, medico personale del piccolo Vittorio Amedeo II di Savoia, di due anni e con problemi allo stomaco, a preparare un pane che fosse molto leggero e facile da digerire. Il Signor Brunero pensò allora all’impasto della ghërsa, pane tradizionale piemontese.

Gli diede la forma di un bastoncino grosso come un dito ottenendo così un pane con poca mollica e con una crosta croccante ed abbondante: il “ghersin” da cui deriva il termine grissino. Per ottenere il grissino è necessario fare un impasto con farina, acqua e aggiunta di materia grassa (strutto, burro o olio d’oliva) e poco sale (un terzo della quantità utilizzata per un pane normale). La pasta viene tagliata in bastoncini di qualche centimetro di spessore che, presa con la punta delle dita, viene tirata in modo leggero e graduale e fatta oscillare fino ad ottenere un bastoncino della lunghezza delle braccia del panettiere e di mezzo centimetro di spessore. Lo si lascia cadere su un’asse spolverata con farina di riso. Si infornano i grissini direttamente, a 250° C, dopo qualche minuto solamente essi sono cotti, hanno il colore delle spighe mature e hanno preso una forma leggermente curvata che è la loro caratteristica. Una volta tolti dal forno, i grissini sono rotti in pezzi da 25 cm di lunghezza e messi in un paniere di vimini.

 

http://www.ilsanoquotidiano.com/wp-content/uploads/2017/01/grissini.jpg

Napoleone I, era molto goloso dei piccoli bastoni di Torino tanto che invitò a Parigi alcuni panettieri torinesi per far loro preparare i grissini, ma non vi riuscirono pare a causa dell’acqua o dell’aria di Parigi. I grissini vennero così inviati ogni giorno all’Imperatore direttamente da Torino.
Li amava molto anche la moglie di Napoleone, Maria Luisa, particolarmente sbriciolati nel brodo tanto che, quando diede alla luce il re di Roma, le furono serviti, dopo il parto in una tazza in porcellana di Sèvres, un regalo fatto da Napoleone alla moglie. Questa tazza, (dell’accouchée) ancor oggi, è esposta al Museo Glauco Lombardi di Parma. Ma esiste anche un altro tipo di piccolo bastoncino di Torino che si chiama “rubatà”: ha lo stesso impasto del grissino ma viene arrotolato a mano per renderlo più consistente e saporito”.

La data di nascita del grissino non è molto certa perché nel 1969 la guida gastronomica italiana del Touring Club pubblicò un articolo secondo il quale nel 1643 il frate fiorentino Vincenzo Rucellai passando per Chiasso alla volta di Parigi, “scopri una sorta di pane molto lungo e molto sottile”. Ad ogni modo il grissino dal XVII Secolo è conosciuto ed apprezzato su tutte le tavole.

 

Fonte:

Ristorazione Italiana